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L'UNICAL CHIAMATA ALLA MOBILITAZIONE

. 27 ottobre 2008
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Università, contro Gelmini mobilitazione permanente

. 23 ottobre 2008
7 commenti

ARTICOLO de "L'Unità" del 22/10/2008:

Università, contro Gelmini mobilitazione permanente

Catania, Bologna, L'Aquila, Roma, Perugia. E ancora Torino, Pisa, Firenze, Palermo, Cosenza, Teramo, Macerata. Non si contano più le università che si sono sollevate contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e contro i tagli agli atenei previsti dalla legge finanziaria. A Roma, il Dipartimento di fisica dell'Università La Sapienza è stato chiuso con catenaccio e lucchetti dagli studenti in segno di protesta. Gli studenti, sia del Dipartimento di fisica che del resto dell'Università, sono riuniti in questo momento all'esterno del dipartimento. La loro protesta avviene all'indomani della riunione del Senato accademico che, sostengono gli studenti, non ha preso una posizione chiara in merito alla questione dei tagli. A Firenze dopo il corteo di almeno 60mila persone che sono scese in piazza contro la riforma, si è svolta la lezione in piazza dell'astrofisica Margherita Hack in piazza della Signoria. «Spero che questo movimento degli studenti apra gli occhi a quella parte della popolazione che ancora ammira il Governo, un Governo che ancora distrugge l'Italia, e che l'opposizione cominci ad essere vera e unita». Lo ha detto l'astrofisica Margherita Hack aprendo così la sua lezione in piazza della Signoria a Firenze. Da alcune settimane la protesta degli universitari fiorentini contro i provvedimenti del Governo ha preso la forma di lezioni a cielo aperto, da Ponte Vecchio a piazza Repubblica, tenute da docenti e ricercatori fiorentini. Oggi in 'cattedra', proprio sotto la statua del Biancone, c'era Hack, accolta da una vera e propria ovazione dei ragazzi. Qualche ora prima l'astrofisica è stata ospite della Stazione delle Idee, kermesse della Provincia alla Stazione Leopolda, dove ha tenuto una lezione agli studenti di alcuni istituti superiori. A Milano gli studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono riuniti in piazza Duomo, ai piedi del monumento Vittorio Emanuele II, per una lezione all'aperto, sul modello di quanto già fatto in altre città, tenuta dal professore Piero Graglia sulla 'Storia dell'integrazione europea'. E poi un corteo ha bloccato la cerchia dei Navigli con un sit-in in via Visconti di Modrone, angolo via Mascagni. sono diretti in corteo verso via Conservatorio, dove ha sede la facoltà di Scienze politiche. All'inizio di via Mascagni hanno però deciso di sedersi sulla strada e bloccare il traffico della circonvallazione interna. A Torino, da martedì sera la sede universitaria delle facoltà umanistiche, Palazzo Nuovo, è stata occupata dagli studenti. L'iniziativa è stata decisa dall'«Assemblea No-Gelmini» come ulteriore forma di protesta contro i provvedimenti del governo. «Questa decisione - spiegano gli universitari - si inserisce in un percorso di mobilitazione a livello nazionale e si pone come obiettivo quello di estendere il più possibile la partecipazione di tutto il mondo accademico». Nonostante l'occupazione le lezioni, al
momento, proseguono regolarmente, mentre gli studenti chiedono la sospensione della didattica dal 28 al 30 ottobre «per favorire la massima partecipazione in occasione della paventata visita del ministro Gelmini a Torino (il 28 ottobre) e dello sciopero generale della scuola (30 ottobre)». Nel pomeriggio, alle 14, è prevista un'Assemblea generale auto-convocata degli studenti nel cortile del Rettorato. Proseguono anche le lezioni all'aperto «per dare visibilità alla protesta» ed è in programma, per il 23 ottobre, una tavola rotonda a Palazzo Nuovo «per coordinare la mobilitazione di tutte le realtà colpite dall'attacco all'istruzione pubblica». Infine, il prossimo 27 ottobre, i rappresentanti dell'«Assemblea No-Gelmini» parteciperanno alla mobilitazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino. A Cosenza, all'Università della Calabria è previsto un calendario fitto di assemblee e incontri per decidere le azioni di protesta contro la riforma del governo. Le prime due assemblee previste sono quelle delle Facoltà di scienze matematiche, Fisiche e Naturali e di scienze Politiche. Seguirà poi quella della Facoltà di Economia. Giovedì, c'è grande attesa per le decisioni degli studenti della facoltà di Ingegneria dove, nei giorni scorsi, i docenti hanno già approvato una mozione con la quale è stato deciso lo stato di assemblea permanente. Ultima assemblea prevista è quella di Farmacia. Le decisioni degli studenti saranno poi discusse ampiamente in una assemblea plenaria dell'Ateneo prevista per il 28 ottobre.
A Catania è prevista una manifestazione di dissenso degli studenti nella Facoltà di Lingue, organizzata dall`Udu-Catania. A L'Aquila si svolgerà un'assemblea in cui è prevista la partecipazione degli studenti di Scienze, Medicina, Psicologia, Biotecnologie, Scienze Motorie. A Perugia invece si svolgerà un'assemblea nella Facoltà di Lettere, dove è previsto un consiglio di Facoltà aperto a tutti gli stu
denti. Anche a Teramo e a Macerata gli studenti parteciperanno ad assemblee organizzate dall`Udu-Teramo e dalla Officina Universitaria per esprimere contrarietà alla legge finanziaria. Mobilitazioni, infine, sono previste anche a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna.

Appello ai magnifici Rettori delle Università italiane

. 13 ottobre 2008
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I sottoscritti docenti di varie Facoltà e Università italiane protestano vibratamente contro i recenti provvedimenti governativi varati con la Legge 133 del 6 agosto 2008. Come già hanno denunciato molti Dipartimenti, Facoltà, gruppi di docenti, si tratta di misure che sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell'Università sancendone l'emarginazione irreversibile nella vita del Paese.
La riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo. È tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso.
Il principio della convertibilità della Università in fondazioni private - sancito dall'art. 16 della Legge - costituisce senza dubbio il più grave attacco mai condotto contro l'autonomia e il futuro stesso dell'Università italiana. Non viene soltanto auspicata la ritirata dello Stato dalle sue funzioni storiche nel garantire la formazione superiore e la riproduzione delle sue classi dirigenti. È un progetto velleitario, imitazione tardiva di una stagione ideologica oggi in rovina nel Paese stesso in cui essa è nata. Trasporre l'esperienza delle Università private americane in Italia - un Paese nel quale lo Stato ha dovuto sostituire il capitale di rischio per realizzare lo sviluppo industriale - significa in realtà condannare tanto le Università pubbliche che private a un sicuro destino di irrilevanza. Con quali conseguenze per la collocazione dell'Italia nell'economia- mondo attuale è facile immaginare.
I docenti qui sottoscritti chiedono pertanto ai Magnifici Rettori di raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle Università e di reagire con l'energia che la gravità della situazione richiede, bloccando l'apertura del prossimo anno accademico in tutto il Paese. Si utilizzi la data di inaugurazione per una riflessione generale sul destino delle nostre università

Piero Bevilacqua, Università di Roma La Sapienza
Mario Alcaro, Università della Calabria
Raffaele Perrelli, Università della Calabria
Alberto Asor Rosa, Università di Roma La Sapienza
Gianni Vattimo, Università di Torino
Fulvio Tessitore, Università di Napoli,
Umberto Curi, Università di Padova
Giovanni Polara, Università di Napoli
Pietro Barcellona, Università di Catania
Francesco Benigno, Università di Teramo
Angelo D'Orsi, Università di Torino
Claudio Natoli, Università di Cagliari
Giorgio Inglese, Università di Roma La Sapienza